ritorno all'origine

madeve.com

Non sai mai come iniziare, anzi non sai mai se intavolare o meno il discorso, ma quando si presenta l’occasione è dura resistere, durissima limitarsi ad ascoltare ed annuire semplicemente, non è possibile, perchè in quelle parole lo stupro della logica è profondamente evidente.

Può iniziare con un “perchè quando Osama Bin Laden ha tirato gi? le torri…” -ALT! Fermo là , sarai mica ancora convinto che quattro pirla col taglierino bla bla blablabla… No, troppo diretta, mi manda subito a quel paese; -La pensavo esattamente come te, ma un giorno, riguardando quei maledetti video che andavano a ripetizione su tutte le tv del mondo, ho visto cose che la versione ufficiale sull’11/9 non spiega in alcun modo.

Reazione A: “Ancora con queste cazzate complottiste” (50%).
Reazione B: “Ma si vabbè, che sia Osama o pinco pallino non ha importanza” (45%).
Reazione C: “Davvero? Cioè secondo te le cose stanno diversamente?” (5%).

La reazione varia molto in base all’argomento, ma la proporzione credo sia rispettata in pieno. Notare che delle tre la più preoccupante è la reazione B, la totale indiferrenza, il classico “finchè non mi tange, il problema non sussiste”, un’ottima base sulla quale creare una società  civile, democratica (termine molto in voga, ottimo abbinamento ad un completino in giacca e cravatta) e tutto quelle robe lì, giustamente.

Fatemi capire voi, dove sta la difficoltà  nell’accettare teorie diverse da quelle propagandate dai media? Dico ‘Teorie’, quelle cose che vanno studiate, approfondite e dibattute, non mandate in vacca perchè la fede nel tubo catodico non si tocca. Pure quella di Darwin era un teoria, ma le persone dimenticano e pregano, pregano che lassù qualcuno riaccenda il lume della ragione, ma l’interruttore è ad altezza uomo.

Tags: , , , ,

Pubblicato il 9 maggio 2006


  1. Penso dipenda

    dall’argomento di cui si discute, dalla sua complessità, dal retaggio culturare di ognuno e dalla capacità/voglia degli

    interlocutori di capirlo (insomma se sono ignoranti o meno sull’argomento). A seconda di queste uno può rispondere in

    maniera diversa.

    La “verità” non è così facile da comprendere fino in fondo, molte volte ha tantissime sfaccettature

    ed e per qualcuno è più comodo/facile non discuterne; oltre al fatto che qualche volta non esiste o ne possono esistere

    tante. I problemi invece, sono quasi sempre identificabili.

    Non mi scandalizzerei insomma, certo sarebbe meglio

    discutere sempre senza pregiudizi, su questo non c’è dubbio.

    Enrico )( 11.05.06

  2. Non ci si può

    scandalizzare per guerre, violenze, censure e poi rifiutarsi di affrontare certi argomenti per comodità.

    Poi io posso

    capire il timore di un professore, di un politico o qualsiasi personaggio di spicco, di rovinarsi faccia e carriera, ma ‘tu’ che

    sei un cittadino pinco pallino che cavolo hai da perdere? La faccia con gli amici???

    Personalmente è un periodo che

    affronto serenamente certi argomenti con qualche friend, ma si contano sulle dita di una mano :P

    Sargon )( 11.05.06

  3. Una cosa è essere contro la guerra, la violenza, censure etc. ben altro è parlarne, discuterne e approfondirne le

    enormi tematiche. Certe volte sfianca, oltre al fatto che non c’è quasi mai un epilogo “ufficiale”.

    Bah, quello che hai

    da perdere è il fatto di dover ammettere di aver (anche in parte) sbagliato, il che non è affatto facile per la maggioranza

    delle persone. In Italia poi tutti hanno da ridire su tutto :-)

    Enrico )( 12.05.06

Scrivi un commento


madeve.com ©© 2005-2010.
Licenza Creative Commons.
Abbastanza crossbrowser e validato xhtml. Leggero, senza additivi nè conservanti.
Grafica e contenuti di Marco Della Vecchia.
Wordpress powered. RSS feed post.
Blog costantemente protetto da Akismet, Hiddy e Wordpress Firewall.
Questo sito consiglia Firefox ma anche Chrome.