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Mar 08
8

Comprare un router nuovo per un amico e scoprire che è buggato. Sapere che si tratta di un Netgear DG834G ultima versione e non poter navigare. Si, ha un prezzo!

dg834g_netgearUn V4 che alla prima accensione ti accoglie con un wizard per facilitarti la configurazione, quasi una buona cosa, ma il bastardo, dopo 5 minuti di attesa, non trova rileva alcuna linea adsl e non mi dà la possibilità di accedere direttamente al tanto caro e semplice pannello di controllo per la configurazione manuale; dico “vabbbbè”, mi butto su internet e cerco il link per bypassare la seccatura, lo trovo

www.routerlogin.net/basicsetting.htm

inserisco i parametri della linea Alice come ho sempre fatto, salvo e non cambia nulla, qualsiasi indirizzo digito mi ricarica la procedura guidata. Pochi dubbi: è un problema del software.

Stacco, riattacco, ricollego, rinavigo, scarico il firmware più recente dal sito Netgear, ristacco tutto, aggiorno il firmware e…. vai! Non cambia un cazzo! Son passate due ore dall’acquisto, una e mezza di tentativi per farlo funzionare.

Vado a farmi qualche birra e rientro a mezzanotte e qualcosa, non riesco a dormire se non risolvo, è più forte di me.

Ancora sul web, goooogle non mi trova nulla sui siti esteri, ravano come un dannato con un peso tremendo sulle palpebre e pochi minuti prima dell’una trovo la soluzione finale..

- Ah si guardi, in quel modello effettivamente il wizard non va benino, abbiamo avuto dei problemini.
[..]
- Faccia così, stacchi tutti i cavi tranne l’alimentazione. Prema 3 volte in rapida successione il tasto reset e poi lo prema per 20 secondi una quarta volta. Spenga il dispositivo e lo riaccenda. Ora non ha più il wizard ma ha l’accesso al setup manuale.

Dunque, fosse una sottomarca, un blindatissimo modem Telecom o qualche scarto di magazzino, potrei anche capire e non prendermela, ma stiamo parlando di un marchio conosciutissimo, uno dei router wireless più venduti sul mercato e pagato non pochi euro, ditemi voi se è possibile!

Intasano la scatola di foglietti inutili, senza uno straccio di guida, con un cd che è buono solo per levare il ghiaccio dal parabrezza e un blog mi risolve il problema. Io ringrazio quel Massimo, non l’assistenza Netgear.


Mar 08
3

Perciò si, passato un anno tranquillo sui loro server, senza alcun indugio ho firmato altri 12 mesi per questo “locale” su Eastitaly. Credo sia solo la seconda volta in quasi dieci anni sul web che posso dirmi soddisfatto del servizio offerto, certo non ho un traffico pauroso e non utilizzo forum o script tanto pesanti, ma quello che cercavo penso di averlo trovato; in termini di tariffe, servizi, prestazioni e assistenza non ho avuto di che lamentarmi.

Posso solo sperare in ulteriori miglioramenti.


Mar 08
2

Io che l’acciaio lo maneggio tutti i giorni, splendida news!

E’ notizia di oggi quella secondo cui i carabinieri del Comando Tutela Ambiente hanno proceduto al sequestro di 30 tonnellate di acciaio inox provenienti dalla Cina, contaminate da Cobalto 60, isotopo radioattivo ad elevata radiotossicità e periodo di dimezzamento nell’ordine dei 6 anni.
Il materiale radioattivo era giunto in Italia lo scorso maggio (cioè quasi un anno fa) nel porto di La Spezia e proviene dal più grande impianto siderurgico del mondo di proprietà della società cinese Tysco. Il materiale grezzo contaminato è stato utilizzato da importanti società italiane che lo hanno lavorato e messo in commercio, ma i nomi delle suddette società non sono stati resi noti dai carabinieri, probabilmente per evitare che subissero un danno d’immagine. Sono state rese pubbliche solamente le province: Brindisi, Campobasso, Treviso, Milano, Lucca, Frosinone, Latina e Mantova dove sono stati effettuati i sequestri.

La contaminazione non è stata scoperta lo scorso maggio al momento dell’arrivo del carico in Italia, in quanto la nostra legislazione (nonostante 15 anni di governi “riformisti”) non prevede che siano effettuati controlli radiometrici al momento dello sdoganamento per quanto riguarda i materiali semilavorati, mentre limita tali controlli solo ai rottami metallici. A distanza di quasi un anno la contaminazione da Cobalto 60 è stata scoperta, in maniera fortuita, grazie a successivi controlli che avevano per oggetto gli scarti di lavorazione, quando già il materiale sotto forma di laminato si apprestava ad essere impiegato, e in parte probabilmente lo è stato, nelle diverse produzioni industriali di camini, serbatoi, pulegge, tramogge, cappe ciminiere e quant’altro.

La notizia racchiusa in modesti trafiletti sulle pagine dei nostri giornali, quasi invisibile fra i fiumi di parole dedicati al Festival di Sanremo e alla campagna elettorale di Veltrusconi sarebbe già di per sé sconvolgente, se non fosse che la conclusione cui i media giungono per liquidare le conseguenze della vicenda, sconvolge in maniera assai più drammatica e profonda.

Sul Corriere della Sera, al fondo del trafiletto che tratta l’argomento, omettendo di citare il nome delle imprese incriminate, si può infatti leggere che “gli inquirenti escludono ipotesi di danni per la salute dei lavoratori, della popolazione e dell’ambiente”.
L’acciaio contaminato dal Cobalto 60, importato non si sa da chi, lavorato non si sa da chi, distribuito non si sa a chi, risulta perciò radioattivo solo empiricamente, in quanto tale radioattività non nuoce tanto ai lavoratori che lo maneggiano, quanto alle persone che potrebbero goderne nel caminetto del salotto, quanto all’ambiente nel quale è stato collocato.
Dormite pure sonni tranquilli, abbiamo leggi che non prevedono controlli di sicurezza, i cinesi hanno fatto uno sbaglio accidentale, noi accidentalmente non ce ne siamo accorti se non dopo 10 mesi durante i quali il materiale radioattivo ha viaggiato per l’Italia ed è stato lavorato, ma dormite comunque sonni tranquilli e se aveste qualche incubo vorrà dire che manderemo in TV qualche esperto del calibro di Veronesi a spiegare a tutti gli italiani che la radioattività, se presa a piccole dosi, può perfino far bene alla salute, come un bicchiere di vino al giorno.

[di Marco Cedolin - apparso su LC]


Feb 08
28

Focus, rispettabile rivista scientifica.

Focus, quelli che le scie… se le fanno!


Feb 08
27

VSO Image Resizer è un leggero e semplicissimo programma che permette di modificare dimensioni e qualità di un’immagine al volo.

Poche ma utilissime opzioni come la filigrana, le informazioni exif, i profili, l’integrazione nel menù contestuale e la possibilità di processare gruppi di immagini, lo rendono un tool indispensabile nella nostra macchina Windows.

vso_image_resizer
Gratuito e in lingua italiana, è disponibile solo per Windows sul sito ufficiale VSO.


Feb 08
24

Pioggia di ricorsi. La Rai si difende: «È la legge che lo stabilisce». Il verde Bonelli: «Intervenga l’Authority»

NO! Intervenga l’Esercito!!

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[EDIT-250208]

RAI Totalitaria di Maurizio Blondet

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