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Oggi va meglio, sono un po’ più contento del solito. No, non perchè si avvicina il weekend, ma per il peso che mi sono tolto: ora so quale partito votare alle prossime elezioni..

la_minchia_nel_pugno

“Meglio un voto alla Minchia nel Pugno che votare un pugno di minchioni”

Ringrazio il Mazzoli (zoodi105) che mi ha messo di buon umore!

Soprattutto serviva una soluzione per evitare il conteggio del mio voto nullo… Qualcuno nel blog di Beppe Grillo l’ha pensata bene:

METODO LEGALE PER SABOTARE LE ELEZIONI!
INTASIAMOGLI I SEGGI CON UN METODO INFALLIBILE!!

A TUTTI QUELLI CHE VOGLIONO VOTARE SCHEDA NULLA O BIANCA PERCHÈ NON RAPPRESENTATI DA NESSUNO:

Così facendo, in realtà, favorirete il partito con più voti.
INFATTI (vedere REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIOTRANZA!!) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo, indirettamente chi ha preso più voti.

ABBIAMO UNA ARMA LEGALE E LETALE CONTRO QUESTA LEGGE INFAME!
ECCO I RIFERIMENTI LEGALI!
Tutto si basa su un’uso “PUNTIGLISO” della legge:
D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104
…OMISSIS
Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o
di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a
tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
…OMISSIS)

Illustro nei dettagli il sistema DA USARE, che è già stato indicato da altri (sebiana emme 10.02.08 14:59 - Post: “IL SILENZIO ASSENSO DI SKY”)

1) ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA

2) ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: “Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!”

3) PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA

4) ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO DI AGGIUGERE, IN CALCE AL VERBALE, UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio, ma ognuno decida il suo motivo: “Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta”)(D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104, GIÀ citato)

COSì FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO,NULLO O BIANCO, SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIù VOTI!!

Se facciamo così in tanti INTASEREMO I SEGGI, E L’INFORMAZIONE SERVA DOVRÀ PARLARNE!

Questa è la PRIMA AZIONE LEGALE e DI PROTESTA CONTRO L’INFAME LEGGE ELETTORALE!!!

Non cercate scuse: facciamo così e diamo il primo calcio nelle palle al sistema!
FORZA!

Lo teniamo in considerazione col pugno ben stretto, grazie.
Infine, vi invito a leggere l’appello di Beppe Grillo (sulla scia di Invadeteci per favore!) apparso sul quotidiano tedesco Die Zelt il 14 febbraio.

“L’Italia lancia un appello ai fratelli tedeschi. Dichiarateci guerra. Ci arrenderemo volentieri. Non dovrete sparare neppure un colpo di fucile. [..]

Pubblicato il 21 Febbraio 2008


  1. Per quanto comprenda come la situazione del panorama politico italiano risulti abbastanza penosa, anche se attualmente in grande trasformazione, la scelta di non votare o cercare soluzioni assurde (tipo invasione della Germani) sono le più “disperate” e inutili tra tutte. Non possiamo sperare che tutti i partiti siano intonsi, privi di difetti, ma dobbiamo cercare quello che pensiamo più si avvicini alla nostra idea di Italia. Per questo prima guarderò i programmi e poi andrò a votare.

    Enrico )( 25.02.08

  2. Si, i programmi televisivi..

    Sargon )( 25.02.08

  3. i programmi televisivi? .. mmmh … vera informazione in tv?.. una chimera…

    Yurj )( 28.02.08

  4. da:
    http://lampidipensiero.wordpress.com/2008/03/27/non-voto-a-verbale-una-bufala/
    Gira con insistenza in queste settimane un messaggio rilanciato (interamente o parzialmente) praticamente ovunque si parli di elezioni. Il testo è riportato in calce al post e in sostanza, afferma che si possa presentarsi al seggio e far mettere a verbale che ci si rifiuta di partecipare al voto.

    La materia è regolata dal DPR 361 del 1957, emendato nel corso del tempo e di cui qui è disponibile il testo coordinato e vigente dopo l’ultima riforma del 2005 (Governo Berlusconi).

    A mio modesto parere, il messaggio che sta girando è una bufala di proporzioni nazionali per i seguenti motivi:

    gli art. 57 e 58 disciplinano l’identificazione e lo svolgimento del voto. E non prevedono alcuna possibilità paragonabile a quella presente nel messaggio, salvo quanto previsto dall’art. 74 sul verbale delle operazioni di voto, dove devono essere annotati i reclami presentati, le proteste fatte, i voti contestati e le decisioni del presidente. Parrebbe pertanto essere rimessa al presidente del seggio la modalità del se e come annotare il fatto che un elettore si rifiuti di votare DOPO essere stato identificato e registrato. In questo caso, il presidente dovrebbe annotare il fatto che l’elettore rifiuta di prendere la scheda che gli viene consegnata e sarebbe costretto a inserirla nei voti nulli (o contestati), vanificando di fatto il valore puramente simbolico della protesta che farebbe aumentare i voti nulli (o contestati, che sarebbero poi invalidati dalle commissioni provinciali)
    in base all’art. 83 il riparto dei voti avviene esclusivamente sulla base dei voti validamente espressi ed attribuiti in ogni seggio a ciascuna lista e viene attuato mediante il procedimento del quoziente elettorale nazionale (somma dei voti ottenuti da ciascuna lista -o coalizione- a livello nazionale DIVISO il numero dei seggi da attribuire), dal quale sono esclusi i voti nulli e quelli delle schede bianche.
    da notare che se il comportamento dell’elettore rientra nei casi previsti dall’art. 102
    (cagiona disordini con segni palesi di approvazione o disapprovazione od in qualunque
    altro modo) ed egli viene richiamato all’ordine dal presidente senza obbedire rischia l’arresto ino a tre mesi e l’ammenda fino a circa 200 euro.
    Appare dunque evidente che:

    quel che è dato per assodato nel messaggio che sta girando non lo è affatto, poiché ogni presidente potrebbe comportarsi in modo diverso, nei limiti dei margini di autonomia che gli sono riconosciuti nel suo ruolo
    non c’è alcuna sicurezza che la dichiarazione sia messa a verbale come richiesto dall’elettore, dato che nessuno può obbligare il presidente a scrivere il verbale come richiede. Nel caso si potrebbe agire in tribunale, essendo il verbale un atto pubblico
    le ipotesi numeriche che vengono espresse ed i conseguenti significati politici sono puramente accademiche e non hanno alcun riscontro con la realtà, a meno di fenomeni di massa, che, allo stato stato dei fatti e delle esperienza storiche sembrano da escludere e trovano posto solo nei saggi di Saramago.

    riot )( 30.03.08

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